La formazione per diventare insegnanti prevede qualche corso sull'importanza del diritto d'autore? Purtroppo, almeno attualmente, no. Eppure, l'insegnante che non menziona le sue fonti è un po' come la madre che urla al figlio di smettere di gridare. Si tratta di una pratica tollerata, ma è davvero efficace e comprensibile?

 

La definizione di plagio

 

Il plagio consiste nella duplicazione di un'opera o di parte di essa senza la menzione dell'autore. Il plagio può essere intenzionale o meno.

L'Università di Aix-Marseille identifica diverse forme di plagio nella sua pagina web intitolata “Plagiat, droit d’auteur, paraphrase, copier coller etc” (Plagio, diritto d'autore, parafrasi, copia-incolla ed altro):

  • il famoso ctrl+C / ctrl+V ovvero il copia-incolla duro e puro
  • la non meno famosa parafrasi che consiste nel riformulare concetti già espressi da altri con parole proprie
  • l'auto-plagio, che si può attuare sfruttando lavori già completati in precedenza

 

Ovviamente tutto questo senza mai citare la fonte.

.E il plagio può riguardare qualsiasi tipo di opera originale:

  • un testo, la traduzione di un testo
  • un’immagine, una fotografia, un dipinto, una grafica…
  • cifre
  • un corso per il quale non è stata ottenuta l'autorizzazione a citare il professore

 

Il rispetto del diritto d’autore da parte degli insegnanti

 

L'eccezione pedagogica concessa agli insegnanti

Concretamente, è implicito che gli insegnanti condividano conoscenze che essi stessi hanno acquisito grazie ai loro colleghi. Tuttavia, è un fatto che gli insegnanti non menzionano quasi mai le opere che hanno utilizzato per preparare le loro lezioni. Spesso, gli autori di queste opere vengono remunerati sulla base di una somma forfettaria concessa dal Ministero con il tramite delle società di gestione dei diritti d'autore.

D'altra parte, gli insegnanti non sono autorizzati a utilizzare le opere a loro disposizione per un pubblico diverso dalle loro classi. Non a caso, ad esempio, è vietato diffondere un'opera sul sito web della scuola senza aver richiesto l'autorizzazione esplicita dell'autore o dell'editore.

Inoltre, gli insegnanti non possono riprodurre più del 10% di un'opera (ad eccezione delle immagini e delle opere brevi).

La legge sul diritto d’autore è piuttosto complicata in Italia e per qualcuno che non è uno specialista può risultare piuttosto difficile orientarsi. Tuttavia, dovete sapere che l’insegnante gode di qualche “eccezione pedagogica” presentate nel Capo V dedicato alle eccezioni e limitazioni sul diritto d’autore.

Può capitare che il materiale prodotto da un docente contenga al suo interno opere di terzi. Ciò è lecito anche in assenza di un’autorizzazione esplicita dell’autore solo laddove si tratti di citazioni, per cui una parte assai breve di un’opera, tale da non costituire concorrenza all'opera stessa, viene utilizzata da un autore per meglio illustrare il proprio pensiero. Inoltre, va precisato che la riproduzione deve essere sempre accompagnata dalla menzione del titolo dell'opera, dell'autore, dell'editore e, se è il caso, del traduttore e deve essere nei limiti giustificati dal fine illustrativo della citazione stessa. La riproduzione, inoltre, non dovrà costituire concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera” (articolo 70). Effettivamente l’articolo 68 stabilisce che il docente possa stampare fino al 15% dell’opera originale senza autorizzazione esplicita dell’autore originale.

 

Il plagio segreto dei supervisori di tesi 

 

La seconda forma di plagio è molto più grave: l’appropriazione del lavoro di uno studente-ricercatore da parte del suo docente-supervisore.

Lo studente-ricercatore ha bisogno di un supervisore di tesi che lo aiuti a scrivere la tesi di dottorato. Il docente-ricercatore è la figura ideale per questa missione. Infatti, lo stesso docente deve far progredire le conoscenze in un campo specifico. Il duo funziona molto bene per la maggior parte del tempo. Tuttavia, può capitare che una pratica odiosa venga passata sotto silenzio: l’appropriazione del lavoro dello studente-ricercatore a vantaggio dell'insegnante-ricercatore. Il dottorando si sente in debito con il suo mentore per il suo sostegno. La maggior parte degli studenti ritiene che "fa parte del gioco" consegnare le proprie ricerche al direttore di tesi. Tuttavia, si tratta di una vera e propria forma di plagio. Non ci sono stime che valutino quanto questa pratica sia diffusa né per valutare il danno che causa.

 

Soluzioni per garantire l'integrità dell'insegnante

 

Integrità in tutti i corsi

L'insegnante ha il diritto di fare delle ricerche e di citare le fonti durante le lezioni.

Inoltre, il rispetto del diritto d'autore e l'importanza dell'integrità possono essere appresi anche attraverso la mimica. Lo studente capirà più facilmente come citare le fonti se tutti gli insegnanti lo fanno. Per migliorare la condivisione delle conoscenze e per incoraggiare gli studenti a sviluppare le buone abitudini, invitiamo gli insegnanti a citare gli autori:

  • Quando condividono presentazioni o slide con i colleghi
  • Quando riutilizzano i lavori degli studenti
  • Quando utilizzano un supporto visivo (immagini, grafici, video)
  • Quando utilizzano esercizi presi da un libro di testo.
  • La citazione…

Una piccola riga in basso ed il gioco è fatto. 

Un contratto fra studenti e insegnanti

 

All'inizio di ogni anno scolastico è possibile utilizzare un metodo che si è mostrato piuttosto efficace per garantire il rispetto del diritto d'autore. Si tratta di far firmare a studenti e insegnanti una carta antiplagio o un codice d'onore dove è possibile trovare la definizione di plagio, le diverse forme di copia e incolla e i metodi per evitare il plagio. Il quadro è stabilito, tutti conoscono la politica dell'istituzione accademica. L'impegno a rispettare la proprietà intellettuale rappresenta un atto forte che indica la volontà di preservare il valore dei diplomi.

 

Formazioni per insegnanti e studenti a proposito del diritto d’autore

 

Il diritto d'autore non è sempre facile da comprendere. Cosa c'è di meglio che formare il personale docente e gli studenti per garantire che tutti abbiano le stesse conoscenze a tal proposito? Per questa ragione Compilatio ha preparato diversi percorsi tematici per aiutare gli istituti scolastici a lottare contro il problema del plagio:

Formazione attorno al plagio Catalogo dedicato alle formazioni Compilatio

L'insegnante ha come obiettivo di formare studenti rispettosi e onesti. Per farlo, deve essere un modello e dare il buon esempio. Un buon insegnante non si limita a trasmettere delle conoscenze ma, in maniera più sottile, rappresenta un modello per il saper-essere degli studenti. Quest'ultimi hanno bisogno di comprendere la coerenza di tutto ciò che imparano per metterlo in pratica. L'integrità accademica riguarda sia gli studenti che gli insegnanti, e da essa dipende la qualità dei diplomi e dell'insegnamento.

In conclusione, la formazione sul diritto d'autore è essenziale per evitare il plagio ed è importante per studenti, insegnanti e futuri insegnanti.


Fonti utilizzate :

L'Università di Aix-Marseille , «Plagio, diritto d'autore, parafrasi, copia-incolla ed altro»:

Sitio internet l'ESPE de l'Académie de Lyon, page "Culture Numérique de l'enseignant - Droits et obligations"

legge sul diritto d’autore

Centre français d'exploitation du droit de copie, "Comment utiliser des extraits de textes et d'images dans le respect du droit d'auteur ?"