Tesi di laurea : il “copia-incolla” è la strategia più utilizzata a tutti i livelli

Il fenomeno del “copia-incolla” nelle tesi di laurea è sempre stato molto diffuso, ma con l’avvento di Internet la situazione è peggiorata notevolmente: basta digitare su qualsiasi motore di ricerca l’argomento sul quale si vorrebbe scrivere la propria tesi, ed ecco che si presentano una serie di siti e documenti pronti per essere “presi in prestito”, senza riconoscere il merito all’autore.

Il più delle volte chi copia lo fa involontariamente, perché non ha alcuna idea di come fare e spesso non sa neppure che è illegale.

Sembra che un episodio di questo genere si sia verificato lo scorso luglio a Macerata.

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La strategia del “copia-incolla” però non è solamente utilizzata dagli studenti: qualche mese fa un docente è stato condannato per il reato di plagio.

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Italia versus Europa

Testimonianze di episodi allarmanti : “In Italia si fa così”.

[…] Uno studente, non ammesso alla discussione della tesi perché si era scoperto che questa era in parte copiata, è andato dal preside accompagnato da un avvocato. Minacciando di fare causa perché veniva violato un suo diritto, ha ottenuto di laurearsi discutendo solo le parti della tesi scritte di sua mano. Un docente, co-relatore di una tesina (ricevuta tre giorni prima della discussione) ha scoperto che il testo era copiato. Ecco cosa gli ha scritto la studentessa, informata dal relatore: «Professore, ho sentito del disguido, non sapevo dei problemi che potevo procurare, le chiedo la possibilità domani di portarle l’elaborato riscritto in quanto gli argomenti li conosco…». Per chiudere, ecco il caso dello studente che ha screditato l’università italiana presso il paese in cui stava facendo un Erasmus. Doveva scrivere una relazione, e la docente si è accorta che era copiata. Smascherato, si è giustificato dicendo che in Italia si fa così.

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Volgendo lo sguardo verso il resto dell’Europa, i casi di plagio riscontrati a catena in Germania fanno ancora parlare.

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Una nuova frontiera per gli studenti “pigri”

Oltre alla realtà del “copia-incolla” realizzato personalmente dai singoli studenti, negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più il fenomeno della “compravendita” di tesi: per completare il percorso universitario senza sforzo, alcuni studenti comprano la tesi di laurea redatta da veri e propri “specialisti del copia-incolla” che vendono le proprie competenze, spacciandole per “consulenze”, perché così è legale.

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Grazie ad un’inchiesta giornalistica di alcuni collaboratori del quotidiano “Corriere del Veneto”, che si sono finti studenti in cerca di una tesi già pronta, la questione è stata portata all’attenzione di tutti.

[…] Durissima Elena Donazzan, assessore all’Istruzione della Regione Veneto: «Una tesi comprata fa danno e non curriculum, quindi la trovo una grossa sciocchezza da parte di uno studente. È l’elaborato finale con cui ti qualifichi per l’ingresso nel mondo del lavoro e affidandolo ad altri si rischia di mortificare tutto il percorso di studi superato. Proporrò a tutti gli Atenei, partendo dal Veneto, di adottare il software antiplagio di Ca’ Foscari, che inserisce in un database tutte le tesi da discutere e le controlla». […] Severo anche Gianpaolo Pedron, direttore di Confindustria Veneto: «Purtroppo siamo in un Paese in cui si pensa che essere furbi premi rispetto all’essere studiosi, tenaci e competenti. Un errore che si trasforma in un danno per il singolo, la collettività e l’impresa, chiamata a confrontarsi con mercati e Paesi con culture diverse e pronti a giudicarci. Chi imbocca scorciatoie per arrivare prima alla meta non è poi in grado di gestire il risultato».

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