Max sta finendo il suo anno di Master. Gli è stato chiesto di scrivere una tesi per convalidare la sua formazione accademica. Ha scelto di affrontare una materia che aveva già studiato in precedenza e desidera riprendere il suo lavoro. Si chiede però se sarà considerato autoplagio?

Come sappiamo, plagiare significa utilizzare il lavoro degli altri. Tuttavia, potresti pensare che quando ricicli un lavoro, non fai del male a nessuno. Perché perdere tempo a scrivere nuovi contenuti se hai già trattato l'argomento in un'opera precedente?

 

Sumario

 

Autoplagio : Definizione del CNRS

L’autoplagio consiste per il suo autore nel « riciclare » in tutto o in parte un contenuto già pubblicato senza citarne le fonti. Tale pratica può costituire una violazione alla deontologia nel caso in cui il documento o gli estratti riutilizzati siano già stati oggetto di una pubblicazione, in quanto non rispettano l’obbligo di proporre esclusivamente opere originali. Estratto tradotto dalla guida "Promuovere una ricerca onesta e responsabile". Comitato etico del CNRS, luglio 2014.

Concretamente, l'autoplagio può assumere varie forme: riprendere il tuo elaborato scritto in un altro corso, utilizzare i risultati della ricerca svolta al liceo, riciclare il lavoro svolto durante un anno precedente ...

Autoplagio : Perché è grave?

L’autoplagio priva il lettore dei suoi diritti

L'autoplagio non va preso alla leggera! La proprietà intellettuale e il copyright offrono diritti e doveri al lettore.

Secondo Michelle BERGADAA, specialista del plagio, "l’autoplagio è uno dei casi più inquietanti d’inadempienza nei confronti dell’integrità scientifica". Anche se "l’autoplagio non è un furto ai danni di terzi", rimane il fatto che priva il lettore del suo "diritto fondamentale [...] di accedere all’origine delle fonti della conoscenza". Documento in francese "Auto-plagio, plagio e frode scientifica" Michelle Bergadaà, Juno 2013.

 

L’autoplagio falsa la valutazione e la ricompensa

Non si tratta solo di identificare l’autore (che è lo stesso), bensì di mettere in risalto il fatto che una porzione più o meno importante del testo provenga da una produzione preesistente e di conseguenza non faccia parte della produzione nuova.
Quindi, come misurare il nuovo sforzo fornito e l’apporto di nuovi concetti ed idee ?
È normale che una persona venga ricompensata, e persino remunerata, più volte per un lavoro che è stato semplicemente ricopiato? Articolo "Perché la pubblicazione ridondante è un problema". Wager E. 2015.

Autoplagio e plagio: stesse sanzioni

« Ricopiare se stessi non è plagio » non puó quindi costituire un argomento di difesa davanti a delle accuse, contrariamente a quanto asserito dal filosofo delle scienze Etienne Klein, accusato di autoplagio
In ogni caso, è opportuno essere trasparenti nei confronti del lettore. Occorre citare se stessi, con virgolette e riferimenti alla produzione originale. In caso contrario si tratta di autoplagio… E l’autoplagio puó essere punito allo stesso titolo del plagio.

Come promemoria, la maggior parte delle università italiane è dotata del rilevatore di contenuti duplicati Compilatio. Il software Magister rileva anche l'autoplagio.

Auto-plagio: Esempi

L'assegnazione del gruppo

Durante i tuoi studi universitari, ti viene spesso chiesto di fare lavori di gruppo. Anche se hai avuto un ruolo importante nella scrittura del compito, non puoi riutilizzarlo senza citare correttamente gli autori. Devi inserire i nomi dei tuoi compagni di classe ed il tuo. Per evitare il plagio, dovresti anche menzionare il nome del documento e la data in cui è stato scritto.

 

La tesi dell'anno precedente

Hai già fatto delle ricerche sul tema proposto oggi, è quindi interessante usare queste idee nel nuovo compito. Ti è permesso farlo, non sarà considerato plagio involontario, a patto che si riconosca la fonte.

 

La tesi di un altro corso

Stai seguendo diversi corsi allo stesso tempo o da un anno all'altro hai cambiato corso. L'argomento della tua nuova tesi include elementi che hai già studiato. Decidi di prendere un estratto dal tuo precedente compito. I corsi sono diversi, ma la richiesta della vostra istituzione accademica è la stessa: fare riferimento alle tue fonti.

La parafrasi

Decidi di non usare le virgolette e il corsivo per citare un compito scritto in precedenza. Preferisci parafrasare, riformularel'idea con altre parole. Anche in questo caso è necessario indicare il riferimento per non essere accusati di plagio

 

Il saggio personale

Hai scritto un post sul blog a titolo personale. Non fa parte di una tesi, un documento storico o documento di ricerca accademica, scegli di usarlo per sostenere l'argomento del tuo compito. Oltre a guadagnare punti per citare correttamente le tue fonti, i classificatori apprezzeranno il tuo entusiasmo per la scrittura.

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Autoplagio: come evitarlo?

Nell’ambito di una produzione personale (relazione, tesina, tesi, articolo, saggio…), quando si citano dei testi preesistenti bisogna utilizzare le regole di citazione, anche se si è l’autore del documento originale. Lo stesso vale se sei tu stesso l'autore del documento originale. Infatti, poiché si tratta di una produzione distinta, è importante mettere in evidenza ciò che rientra nella produzione "nuova" e ciò che rientra nella produzione "vecchia" al fine di evitare l'autoplagio.

Quindi, alcuni potrebbero essere tentati di riformulare le parole utilizzate in un altro documento per non dover citare se stessi. La parafrasi è una forma di plagio, anche quando si tratta della propria ricerca. Questa scorciatoia non è quindi un'alternativa.

Inoltre, è importante completare la tua riflessione personale. L'obiettivo è mostrare al lettore una certa evoluzione nel processo di apprendimento.

Attenzione, tutti i nomi degli autori, i documenti utilizzati per la scrittura, le frasi prese in prestito, le citazioni devono apparire in una bibliografia dettagliata affinché il diritto d’autore sia rispettato.

"Parla con il tuo professore. Questo è particolarmente importante se la tua università non dichiara esplicitamente se l'autoplagio è accettabile o meno. Se il tuo professore ti dà il permesso di usare il tuo lavoro passato, assicurati di citarti nel formato che usi.

Per i ricercatori/accademici

Controlla le linee guida di pubblicazione su questo argomento. Come le università, le riviste hanno diverse linee guida su come considerano l'autoplagio. Alcuni sono contrari, mentre altri permettono una quantità minima con una citazione adeguata. Questo è estremamente importante se sei nel campo biomedico". "Auto-plagio" Scribbr, aprile 2018

Per evitare il plagio e anche l'auto-plagio, è ideale usare un software di rilevamento delle similitudini. Certamente, la soluzione Studium assiste alunni, studenti e dottorandi nella referenziazione delle fonti. Infatti, prima della consegna finale, è fondamentale controllare la propria dissertazione, tesi o lavoro accademico. L'obiettivo è quello di evitare di essere accusati di plagio involontariamente.

Studium consiste in un potente software di rilevamento del copia-incolla e una cassetta degli attrezzi. Quest'ultimo vi fornisce risorse documentarie sul plagio, metodologie di citazione per evitare il plagio in vari formati (quiz, articoli, infografiche, applicazioni, ecc.)

Il cassetta degli attrezzi di Studium è gratuito con la registrazione.


 

Max, ora hai capito che il riciclaggio non è originalità. Questo imbroglio involontario è chiamato auto-plagio, il lettore si aspetta di trovare una ricerca originale. Le regole di citazione si applicano a tutti i contenuti duplicati, anche ai tuoi. L'auto-plagio è punibile tanto quanto il plagio. È quindi possibile utilizzare le proprie parole in un altro documento, purché si citi la fonte.


 

Fonti:

 

Per approfondire: 

  • "Plagio e autoplagio: linee guida" Politecnico di Torino.
  • "Plagiarizing Yourself" James M.Lang, Ottobre 2010. 
  • "Can you plagiarize yourself?" Scribbr, April 2018, articolo in inglese.
  • "Is recycling your own work plagiarism?" Turnitin,  July 2016, articolo in inglese.