La didattica ibrida rappresenta un mix di didattica frontale e di didattica a distanza. Negli ultimi mesi ha subito un'accelerazione forzata. Attualmente è utilizzata da un numero crescente di istituti scolastici.

Nonostante le sfide poste sia agli insegnanti che agli studenti, rappresenta una grande opportunità per assicurare la continuità e la resilienza del nostro sistema educativo di fronte a possibili crisi simili a quella che stiamo vivendo oggi.

Tocca agli insegnanti ripensare ai contenuti pedagogici per renderli adatti alla didattica ibrida. Spetta agli studenti cercare di trovare le strategie per adattarsi più facilmente all'insegnamento e alla valutazione a distanza.

 

Come si integra la didattica ibrida nelle nostre scuole? Come si integra la didattica ibrida nelle nostre scuole?

Attualmente si parla molto di didattica ibrida, anche se il concetto non rappresenta certo una novità. Infatti, fin dagli inizi dell'informatizzazione, ovvero a partire dagli anni '80, i protagonisti dell’insegnamento hanno costantemente proposto nuove soluzioni, sotto forma di software o applicazioni, con molteplici obiettivi.

La didattica ibrida, a seconda dei contesti, è stata anche pensata per avvicinare gli studenti universitari alla realtà fisica del lavoro che svolgeranno. I progressi tecnologici nel campo della simulazione (caschi di realtà virtuale, ecc.) sono notevoli e hanno consentito alla didattica ibrida di occupare sempre più spazio, soprattutto in alcuni settori come l’aeronautica o la medicina.

 

L’associazione tra la didattica frontale e quella a distanza

La didattica a distanza favorisce l'accesso alla conoscenza, quindi la democratizzazione della conoscenza stessa. In particolare, a favore di coloro che avevano problemi a proseguire gli studi a causa di limitazioni fisiche, geografiche o professionali.

La didattica ibrida, sempre più popolare, ha diverse definizioni e persino diversi nomi. Può infatti essere chiamata "apprendimento misto", "apprendimento flessibile" o anche "blended learning".

In ogni caso, si riferisce sempre ad una combinazione di didattica frontale e a distanza. La didattica ibrida non vuole sostituire completamente la didattica tradizionale con quella digitale, ma combinare le due cose. Lo scopo è di rispondere alle esigenze dello studente e agli obiettivi della sua formazione.

La flessibilità didattica

Una delle prime caratteristiche della didattica ibrida è la sua flessibilità in quanto offre una maggiore accessibilità riducendo i vincoli di spazio e di tempo. Inoltre, rende più facile gestire i propri studi, il proprio lavoro e, più in generale, la propria vita personale.

Ovviamente questa flessibilità dipende in gran parte dal grado di ibridazione. Anche se non esiste una regola precisa a questo proposito, gli istituti scolastici (ad esempio l'Università di Ottawa) generalmente riconoscono un corso come ibrido quando il 20-80% dei contenuti del corso è disponibile online.

 

Come organizzare le lezioni alla luce della didattica ibrida?

A causa del contesto attuale, gli insegnanti hanno dovuto ripensare ai loro corsi per renderli adatti alla didattica ibrida.

 

La sfera pedagogica da tenere in considerazione

La sfida non era solo quella di mettere online alcune attività, ma di pensare a nuovi strumenti e a nuove pratiche pedagogiche. Particolarmente tenendo conto dei seguenti elementi:

Occorre mettere lo studente al centro dell'insegnamento
L'ibridazione della didattica ci obbliga a pensare alla motivazione e all’autonomia degli allievi. Soprattutto se le famiglie non sono particolarmente disponibili a sostenerli. Effettivamente i nostri allievi sono abituati ad essere sorvegliati, guidati e soggetti a rigidi orari. La chiave per incoraggiarli è favorire diversi stili di apprendimento, ma anche la valutazione a distanza e la riflessività

Proporre un apprendimento attivo e basato sui risultati
La didattica ibrida focalizza la sua attenzione sullo studente e permette di offrire diverse modalità di apprendimento e diverse attività. Questa caratteristica può incoraggiare gli studenti a diventare attori attivi del processo di apprendimento e non semplici spettatori passivi. La situazione attuale ha anche dimostrato l'importanza di esaminare situazioni concrete (imparare a valutare l'affidabilità di una fonte d'informazione, per esempio) per preservare l’interesse dello studente e il suo legame con il sistema educativo.

Gestire meglio il carico di lavoro e il tempo
L'equilibrio tra insegnamento frontale e a distanza è, soprattutto alla luce della situazione attuale, molto difficile da trovare. La chiave della didattica ibrida sta nel combinare i due tipi di insegnamento senza sovraccarico di lavoro.

Accompagnare gli insegnanti e gli studenti
La didattica ibrida comporta l'uso di nuovi strumenti e di nuove pratiche, sia nel caso degli studenti che nel caso degli insegnanti. Di conseguenza risulta necessario un accompagnamento per garantire la transizione e massimizzare i benefici dell'apprendimento a distanza.

 

Generazione di insegnanti in "transizione”

Di fronte alle nuove esigenze dell'apprendimento e della valutazione a distanza, molti insegnanti sentono di far parte di "una generazione in transizione", che si deve assolutamente adattare a questa nuova situazione.

Effettivamente la didattica ibrida (così come la conosciamo oggi) è stata in gran parte imposta dalla crisi e dall'emergenza sanitaria e quindi non è stata concepita al meglio e manca un progetto a lungo termine. Presentata come un cambiamento necessario per garantire la continuità pedagogica, inizialmente la didattica a distanza rappresentava un metodo per mantenere il legame con i propri allievi, ma oggi può sembrare che manchi un progetto di educazione digitale coerente. Come se non bastasse mancano anche le condizioni necessarie per una sua corretta applicazione (organizzazione di corsi online, moduli di apprendimento programmati, valutazione dell'ibridazione dell'insegnamento, ecc.)

Per molti, questa sfida è più pedagogica che tecnica. Molti insegnanti sono già abituati a valutare i loro studenti a distanza (ad esempio, utilizzando strumenti digitali per la prevenzione e l'individuazione del plagio).

Mentre sempre più insegnanti sono convinti dell'efficacia della didattica ibrida e ne sostengono i vantaggi, a volte risulta difficile riuscire a stabilire un nuovo legame pedagogico con i propri studenti: come si può verificare a distanza se uno studente capisce o meno la lezione? Come si può capire se è attento o se subisce passivamente la lezione?

Applicazioni come Zoom permettono agli insegnanti e agli studenti di vedersi, di parlarsi o di chattare. Ma questi strumenti non sono utilizzati molto spesso

 

Nuovi strumenti di valutazione a distanza

Come per ogni rivoluzione pedagogica, il successo dipende dalla padronanza dei nuovi strumenti. In questo caso, gli insegnanti hanno la possibilità di scegliere tra quelli sviluppati dal sistema educativo nazionale per garantire la continuità pedagogica e gli strumenti cosiddetti "privati".

Nel primo caso, il passaggio forzato alla didattica ibrida ha richiesto un grande lavoro di adattamento. In particolare, l'infrastruttura digitale esistente doveva essere in grado di gestire milioni di connessioni. Come sottolinea Mélanie Veyret, formatrice digitale presso l’Università di Rennes, questo quadro unificato presenta alcuni vantaggi. In particolare, semplifica il compito di insegnanti e studenti, che hanno bisogno solo di un username e di una password, ma standardizza gli strumenti di insegnamento. Anche l'utilizzo dei dati personali è regolamentato.

Ciò non significa però che gli strumenti "privati" non possano avere il loro posto in questo sistema. Ad esempio, le tecnologie di sincronizzazione stanno contribuendo a risolvere i problemi che gli insegnanti non abituati alla valutazione a distanza si trovano ad affrontare. Infatti, permettono di ricevere riscontri dal vivo o di facilitare l'interazione degli studenti con i loro contenuti.

La creazione di griglie di valutazione, che stabiliscono gli obiettivi di ogni corso, facilita anche il lavoro degli insegnanti e degli studenti. Sotto forma di una semplice lista di controllo, permettono agli studenti di assicurarsi rapidamente che il loro compito contenga tutti gli elementi richiesti. Inoltre, permette agli insegnati di valutare in maniera oggettiva, grazie a criteri chiari ed espliciti.

Una problematica posta dall'ibridazione dell'insegnamento è quella di evitare la profusione di strumenti di accompagnamento. Un altro problema potrebbe essere rappresentato dalla mancanza di chiarezza, che renderebbe il lavoro degli insegnanti ancora più complicato di quanto non lo sia già.

Come possiamo continuare ad imparare serenamente con la didattica ibrida?

La didattica ibrida non pone sfide solamente agli insegnanti. Può anche risultare destabilizzante per gli studenti, che perdono alcuni dei punti di riferimento che hanno articolato la loro giornata (anche se in periodi normali, la didattica ibrida risulta molto meno destabilizzante da questo punto di vista).

Il fatto di mettere l'allievo al centro dell'insegnamento, attribuendogli un ruolo più attivo, costringe quest’ultimo a fissarsi dei vincoli autonomamente. Inoltre, occorre anche tenere conto del profilo dell'allievo, piuttosto che di un programma ben definito.

Valorizzazione delle proprie regole

Frequentare corsi a distanza può sembrare l'occasione perfetta per trascorrere la giornata sul divano o per tenere la televisione accesa mentre si lavora. Inoltre, almeno per alcuni studenti, l'assenza fisica di un insegnante e la mancanza di un monitoraggio tradizionale complicheranno sicuramente le cose.

Anche se non esistono regole universali in questo campo, gli specialisti della didattica a distanza consigliano di adottare lo stesso ritmo di una giornata di lezione classica. Continuare a svegliarsi alla stessa ora e fare regolarmente brevi pause permette di essere più attenti e produttivi.

Si tratta di imporsi una qualche forma di disciplina e delle regole da seguire. Se gli inizi sono difficili, l'apprendimento a distanza diventa gradualmente sempre più naturale. A poco a poco, diventa più facile evitare le distrazioni (che sono numerose) e concentrarsi per raggiungere i propri obiettivi

Inoltre, la didattica a distanza permette a molti studenti, per i quali il classico insegnamento frontale non è particolarmente efficace (a causa di problemi personali o professionali o semplicemente di un diverso ritmo di apprendimento), di trovare una strategia di apprendimento personale. Alcuni preferiscono lavorare la mattina altri, al contrario, la sera. Altri ancora hanno bisogno di trascorrere più tempo su un determinato argomento in caso di difficoltà.

Contatto con la vita pedagogica

Per rimanere motivati quando si studia in casa è essenziale mantenere il contatto con gli insegnanti, ma anche con i compagni di classe. Strumenti come Zoom, Moodle o Jitsi facilitano la comunicazione a distanza.

La capacità di mantenere una forma di insegnamento collaborativo, così come gli scambi con i propri compagni, permette di evitare di rimanere troppo indietro e quindi di trovarsi in difficoltà.

Di conseguenza, sarebbe un peccato cancellare, o accorciare eccessivamente, le sequenze informali che permettono di presentarsi e di discutere della propria vita personale creando così la fiducia essenziale per un buon ascolto e quindi per l'efficacia di una didattica ibrida.

Importanza dell'autovalutazione nella didattica ibrida

Poiché la motivazione di uno studente dipende in gran parte dalla sua capacità di vedere i progressi realizzati, la valutazione a distanza gioca un ruolo particolarmente importante per il successo della didattica ibrida.

Per questa ragione la realizzazione di strumenti di autovalutazione può fornire un reale stimolo per motivare gli studenti e facilitare l'apprendimento a distanza. È il caso, ad esempio, dei questionari a scelta multipla che permetteranno agli studenti di posizionarsi in relazione ai loro obiettivi e di comprendere i punti da approfondire. Anche l'intervento dell'insegnante in questa fase è fondamentale. Questo è un buon momento per fornire un feedback, giudicare i progressi dello studente e, in caso di bisogno, ridefinire le aspettative

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La didattica ibrida è quindi un mix equilibrato di insegnamento frontale e a distanza. Se in tempi normali ci permette di sfruttare al meglio le nuove tecnologie e di rendere più accessibile la formazione, oggi è diventata essenziale per garantire la continuità pedagogica. Offrendo una maggiore flessibilità sia per gli insegnanti che per gli studenti, la didattica ibrida richiede di ripensare, almeno in parte, ai contenuti e alle modalità di formazione. Per questa ragione richiede l'utilizzo di risorse adeguate, in particolare in termini di valutazione.

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Fonti :