Il diritto d’autore è fondamentale in quanto permette di testimoniare la credibilità di un’elaborato e di rispettare le idee altrui. In Italia – come negli altri paesi Europei – è tutelato da delle leggi specifiche, a tutela degli autori. Il non rispetto di queste regole può portare a delle conseguenze importanti. Vediamo le ultime novità al riguardo nel nostro paese.

Un avvocato e un professore condannati a pagare un risarcimento di 25.000 euro

Nel 2014 un brillante studente dell’Università di Trento, Alberto Simoni, si è laureato con una tesi dal titolo “Profili giuridici dei mercati volontario e obbligatorio dei crediti di carbonio”. Dopo questo importante traguardo, Simoni ha frequentato un master alla Bocconi e ha cominciato a lavorare per la Global Reporting Initiative, un ente senza scopo di lucro nato per supportare la creazione di iniziative sostenibili.

Nel 2016 Simoni scopre che su Amazon si trova un libro dal titolo “Il mercato dei carbon credits” scritto dal professore universitario Luca Giusti e dall’avvocato Giuseppe Caravita di Toritto. Incuriosito, Simoni comincia a leggere il libro e, con suo grande sgomento, scopre che si tratta di un vero e proprio copia-incolla della sua tesi, ovviamente senza nessun riconoscimento in bibliografia o nelle note a pie di pagina. Effettivamente il libro “era copiato di sana pianta, identico alla tesi o meglio, come ricorda il giudice, identico tranne che per la dedica alla nonna, che hanno tolto”. L’ex studente decide di fare causa e, come è giusto che sia, vince il processo e i due copiatori vengono condannati a pagare 25.000 mila euro di risarcimento.  È proprio a questo che servono le leggi a difesa del diritto d’autore che Compilatio si impegna a difendere attraverso la sensibilizzazione del plagio e diversi software appositamente concepiti al riguardo.

Vicenza, avvocato e docente gli copiano la tesi. Studente si rompe e fa causa: risarcimento da 25 mila euro”, scritto da Benedetta Centin per il Corriere del Veneto

Anche il ministro dell’istruzione Azzolina è al centro delle polemiche

Nonostante tutti gli sforzi attuati per favorire la sensibilizzazione e la prevenzione del plagio, le polemiche sono all’ordine del giorno come dimostra la storia del ministro dell’istruzione Azzolina. A gennaio 2020 la Dottoressa Azzolina è stata accusata di aver “dimenticato” le virgolette che avrebbero dovuto citare alcuni testi presenti nel suo lavoro finale alla scuola di specializzazione.

La donna si difende proteggendo il suo lavoro e dichiarando che non si tratta né di una tesi di laurea né di un caso di plagio, ma gli avversari politici rincarano la dose “Se Lucia Azzolina non ha nulla da nascondere anziché mostrare saccenza e arroganza, spieghi al Parlamento e al Movimento Cinque Stelle le presunte irregolarità che stanno emergendo sulla sua carriera e che potrebbero minare irrimediabilmente la sua credibilità e quella dell’Istituzione che oggi rappresenta”. In realtà pare che siano solamente trecento – secondo le analisi di due software antiplagio – le parole che Lucia Azzolina avrebbe fatto illecitamente sue (la relazione finale conta circa una quarantina di pagine).

Azzolina, tesi copiata, interviene Renzi – C’è la doppia morale – . La Lega: – Riferisca alla Camera –“, scritto da redazione di Repubblica per la Repubblica.it

 


Cosa fare per evitare polemiche?

Per il momento la polemica continua ed è probabile che in futuro ci saranno altri casi simili. Sicuramente basterebbe fare attenzione, ricordarsi sempre di citare e utilizzare un software antiplagio per evitare eventuali dimenticanze. Ricordiamoci che il diritto d’autore è fondamentale, un vero e proprio pilastro per consentire alla ricerca di svilupparsi e per garantire l’affidabilità di una tesi, di una relazione o di qualsiasi altro elaborato.