In quest’articolo scopriremo quanto il plagio sia ancora diffuso in Europa e nel nostro paese, nonostante i tentativi di sradicarlo siano sempre più importanti ed il controllo sia facilitato dalla presenza di software e siti pensati per la sensibilizzazione e la rilevamento del plagio.

 Il plagio: un vizio mondiale…

Compilatio actuel de plagiat

Il plagio rappresenta un’azione praticata fin troppo spesso in tutto il mondo, soprattutto da coloro che intraprendono studi universitari e dottorali. Quest’ultimi – con l’obiettivo di guadagnare tempo prezioso – rischiano di abusare un po’ troppo della funzione copia / incolla e le loro tesi ricordano un po’ troppo i testi di partenza.

Tuttavia, dovete sapere che le tracce del plagio sono destinate a rimanere per sempre, in quanto riguardano testi scritti e pubblici, facilmente rintracciabili su Internet o all’interno degli archivi delle università. Pensate ai numerosi casi di cronaca che hanno costretto ministri di tutta Europa alle dimissioni, nel vano tentativo di sedare l’imbarazzo causato dalla scoperta pubblica del loro piccolo vizio per il plagio. In Germania, ad esempio, sono stati numerosi i ministri che hanno lasciato la vita politica, subito dopo la vergogna pubblica causata dalla scoperta del reato di plagio. Pensiamo al ministro della difesa Karl-Theodor zu Guttenberg ed al ministro dell’istruzione Annette Schavan. La donna è stata accusata di aver “simulato in maniera sistematica e intenzionale prestazioni intellettuali che lei stessa non ha prodotto”, si è vista revocare il dottorato dall’università di Dusseldorf ed è stata costretta a lasciare la poltrona del governo (citazione dall’articolo “Germania, il ministro dell’istruzione si dimette: copiò tesi”, pubblicato da ilfattoquotidiano.it).

Ma soprattutto italiano…

Plagiat actuel

Fonte: Plagio accademico, una pessima abitudine italiana, articolo pubblicato da lavoce.info

Purtroppo, come possiamo vedere leggendo la tabella, dobbiamo ammettere che il nostro paese è conosciuto per essere uno dei più esposti alla pratica del plagio, sebbene la legge sul diritto d’autore sia piuttosto severa in quanto ha come obiettivo quello di difendere la proprietà intellettuale e di sensibilizzare le coscienze sull’importanza di quest’ultima.

In questi ultimi mesi le cronache ci hanno consegnato un caso di plagio piuttosto importante, che ha colpito il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ed i suoi collaboratori. Gli uffici del ministero sono stati accusati di aver preparato gli esempi della seconda prova della maturità dedicata al liceo scientifico, copiando da un vecchio manuale russo destinato all’università.
Sicuramente in un’epoca social come la nostra, errori simili non sono più ammessi e vengono immediatamente denunciati dalla rete con sarcasmo ed ironia: “A svelare il caso di plagio, che sta facendo il giro del web tra ironia e sdegno, sono gli stessi professori di matematica e fisica che contestano la novità della seconda prova scritta, annunciata venerdì scorso dal ministro Marco Bussetti. I docenti mostrano come sei problemi su otto, tra le prove-esempio pubblicate il 20 dicembre dal Miur, siano presi dal testo del matematico Igor Idorov Problems in General Physics, edizioni MIR, Moscow” ( citazione dall’articolo “Il Ministro dell’Istruzione ha copiato da un vecchio manuale russo per l’università, pubblicato dal post.it). I social network ed i programmi di satira hanno scritto e detto tonnellate di battute al riguardo di questo caso, aumentando il comprensibile imbarazzo del ministro Bussetti.

 

E le università che fanno?

Le università del nostro paese non sembrano ancora particolarmente preparate a contrastare questo fenomeno, sebbene vi sono diversi atenei che si sono dotati di un codice di condotta, apparentemente severo e pronto a biasimare anche i plagi meno importanti, con l’obiettivo di sensibilizzare le coscienze.
In realtà vige una situazione di omertà e di tolleranza, in cui le pubblicazioni dei professori e le tesi di laurea degli studenti non sono controllate sufficientemente. Fortunatamente le tecnologie possono modificare questa situazione ed aumentare la capacità di controllo dell’ateneo: basta utilizzare un software pensato per la sensibilizzazione e l’individuazione del plagio o – ancora più semplicemente – abbonarsi ad un software pensato appositamente per verificare l’eventuale presenza di parti plagiate, come Compilatio.net.
Attualmente la situazione sta lentamente cambiando in quanto le università stanno attivando un controllo maggiore sia verso gli studenti che verso i docenti, soprattutto grazie alle soluzioni software gestite da vari dipartimenti dell’Ateneo. Speriamo che questa reazione permetta al nostro paese di raggiungere le più virtuose medie europee e perdere rapidamente questo triste primato.

 

Un aiuto arriva dall’Europa

Plagiat actuel

Fortunatamente il 26 marzo scorso il Parlamento Europeo ha votato a favore di norme aggiornate all’era digitale, allo scopo di tutelare maggiormente il diritto d’autore e di sensibilizzare al contrasto del plagio. Poco prima del voto la commissaria europea per il digitale, Marya Gabriel, ha dichiarato che “la nuova direttiva permetterà di adeguare il diritto d’autore al XXI secolo” (citazione dall’articolo “Copyright, Il Parlamento europeo approva la direttiva sul diritto (digitale) d’autore”, pubblicato da rainews.it). Questa riforma è destinata ad impattare positivamente su tutti i paesi dell’Unione Europea, allo scopo di preservare e difendere il diritto d’autore rispettando sempre la libertà di espressione.

Insomma, sicuramente questo voto rappresenta “una bella pagina ed una grande giornata per la cultura e per l’Europa”, come ha dichiarato Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione italiana editori (citazione tratta dall’articolo Copyright, Il Parlamento europeo approva la direttiva sul diritto (digitale) d’autore).