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Metodi di scrittura
26/10/2026

Testo argomentativo: come scriverlo, struttura ed esempio svolto

In breve

  • Un testo argomentativo difende una tesi con argomenti, tiene conto dell’antitesi e la confuta.
  • La struttura classica: introduzione con la tesi, argomenti, antitesi, confutazione, conclusione.
  • Ogni argomento occupa un paragrafo: un’affermazione, la sua spiegazione, un esempio preciso.

Avere ragione non basta: bisogna dimostrarlo, con frasi ben ordinate. È tutto il senso del testo argomentativo, che si incontra dal tema di terza media alla prima prova della maturità, fino agli elaborati universitari. Ecco la struttura, una scaletta pronta da compilare, un esempio svolto e commentato e gli errori che costano più punti.

Che cos’è un testo argomentativo

Un testo argomentativo è un testo in cui l’autore sostiene una tesi, cioè una posizione su una questione discutibile, e cerca di convincere il lettore con argomenti e prove. Si parla spesso anche di tema argomentativo, soprattutto a scuola: si tratta dello stesso esercizio.

Lo distingue un elemento preciso: il confronto con l’opinione contraria. Un buon testo argomentativo non ignora l’antitesi, la presenta in modo onesto e poi mostra perché la tesi resta più solida.

Non va confuso con il testo espositivo, che informa senza prendere posizione. Il testo espositivo-argomentativo combina le due cose: prima espone i dati di un problema, poi esprime una valutazione motivata.

La struttura del testo argomentativo

Il testo argomentativo segue un percorso logico in cinque tappe. L’ordine può variare, ma ogni tappa deve esserci.

Struttura del testo argomentativo: introduzione con la tesi, argomenti, antitesi, confutazione e conclusione
  1. Introduzione e tesi. Presenta il problema in poche frasi e dichiara la posizione che verrà difesa.
  2. Argomenti a sostegno. Due o tre ragioni, una per paragrafo, ciascuna spiegata e supportata da un esempio preciso.
  3. Antitesi. L’opinione contraria più forte, presentata in modo corretto, con i suoi argomenti.
  4. Confutazione. La risposta all’antitesi: si riconosce ciò che ha di vero e si mostra perché non basta a ribaltare la tesi.
  5. Conclusione. Riprende la tesi alla luce degli argomenti e, se utile, apre una prospettiva.

Lo stesso principio, “ogni blocco ha una funzione”, vale su scala più ampia per l’introduzione della tesi di laurea e per la sua conclusione.

Scaletta del testo argomentativo

Prima di scrivere, prepari la scaletta: è la mappa del testo. Ecco un modello da compilare.

  • Problema: di che cosa si parla? Perché è una questione aperta?
  • Tesi: la mia posizione, in una frase.
  • Argomento 1 + esempio o fonte.
  • Argomento 2 + esempio o fonte.
  • Argomento 3 (facoltativo) + esempio o fonte.
  • Antitesi: l’opinione contraria più forte + il suo argomento principale.
  • Confutazione: che cosa le concedo, perché non regge fino in fondo.
  • Conclusione: la tesi riformulata + eventuale apertura.

Nella scaletta bastano parole chiave: le frasi complete arrivano nella stesura.

Come scrivere un testo argomentativo in 6 passaggi

  1. Analizzi la traccia. Sottolinei le parole chiave e individui la domanda: è una scelta tra due posizioni o una riflessione aperta? Un errore qui porta dritto al fuori tema.
  2. Raccolga le idee. Annoti ciò che sa, ciò che dicono gli eventuali documenti e gli esempi che le vengono in mente, come quando si prendono appunti efficaci.
  3. Scelga la tesi. Una posizione chiara, che possa difendere con le prove che ha. Meglio una tesi sfumata e ben argomentata che una tesi estrema senza basi.
  4. Prepari la scaletta. Ordini gli argomenti dal più debole al più forte, oppure apra con il più forte se il tempo è poco.
  5. Scriva paragrafo per paragrafo. Un paragrafo per idea, legati da connettivi. Per iniziare, eviti le frasi generiche (“Fin dall’antichità…”): entri subito nel problema e arrivi alla tesi entro poche righe.
  6. Rilegga con un test semplice. Dopo ogni frase si chieda: “e quindi?”. Se una frase non fa avanzare il ragionamento, può essere tolta.

Le sue fonti sono citate correttamente?

Compilatio Studium confronta il suo testo con miliardi di fonti e le segnala i passaggi da verificare. Si assicuri che ogni citazione sia tra virgolette e accompagnata dal riferimento prima di consegnare.

Il paragrafo argomentativo: il mattone del testo

Ogni argomento occupa un paragrafo, e ogni paragrafo segue lo stesso schema in tre mosse:

  • Affermazione: la prima frase enuncia l’argomento e risponde alla traccia.
  • Spiegazione: due o tre frasi mostrano perché l’argomento è valido.
  • Esempio: un fatto, un dato, un’opera o uno studio preciso, seguito da una frase che dice che cosa dimostra.

Una frase finale può riportare al tema o preparare il paragrafo successivo.

Versione debole 👎

I social network fanno male alla democrazia. Ci sono tante notizie false e lo sanno tutti. Per esempio, ci sono spesso fake news. Quindi i social sono pericolosi.

Versione forte 👍

(Affermazione) I social network possono indebolire il dibattito democratico, perché favoriscono la diffusione di informazioni non verificate. (Spiegazione) I loro algoritmi mettono in evidenza i contenuti che generano più reazioni, e una notizia sorprendente o falsa provoca spesso più condivisioni di una notizia sfumata. (Esempio) Uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 2018 da tre ricercatori del MIT, Soroush Vosoughi, Deb Roy e Sinan Aral, ha mostrato che su Twitter le notizie false si diffondevano più lontano e più in fretta di quelle vere. (Chiusura) Senza una verifica delle fonti, queste piattaforme rischiano di deformare il dibattito pubblico invece di alimentarlo.

Paragrafo del testo argomentativo in versione debole e forte: tesi sfumata, meccanismo spiegato, fonte citata

Che cosa cambia: l’affermazione è precisa e sfumata (“possono indebolire”), la spiegazione descrive un meccanismo invece di “lo sanno tutti”, la prova ha una fonte (rivista, anno, autori) e la chiusura torna al tema, il dibattito democratico.

Esempio di testo argomentativo svolto e commentato

Traccia: “I compiti a casa andrebbero aboliti? Esprima la sua opinione con argomenti adeguati.” Ogni parte del testo è indicata tra parentesi; tolte le etichette, il testo è pronto da consegnare.

Esempio di testo argomentativo commentato: tesi, argomenti, antitesi, confutazione e conclusione, una frase per parte

(Introduzione e tesi) Ogni anno, all’inizio della scuola, torna la stessa domanda: i compiti a casa servono davvero o sono solo un peso? Alcuni Paesi e alcune scuole ne hanno ridotto drasticamente la quantità, e il dibattito è arrivato anche in Italia. A mio parere, i compiti non vanno aboliti: vanno ripensati.

(Argomento 1) Innanzitutto, il lavoro a casa consolida ciò che si è visto in classe. Una spiegazione compresa a lezione non è ancora una competenza: diventa tale solo quando lo studente la applica da solo, sbagliando e correggendosi. Una meta-analisi di Harris Cooper, Jorgianne Civey Robinson ed Erika Patall, pubblicata nel 2006 sulla Review of Educational Research, ha rilevato che il legame tra compiti e rendimento scolastico è nettamente più forte alle scuole medie e superiori che alla primaria. I compiti hanno quindi un senso soprattutto quando gli studenti sono più grandi.

(Argomento 2) Inoltre, i compiti allenano l’autonomia. Organizzare il proprio tempo, capire da soli dove si è in difficoltà, portare a termine un lavoro senza che qualcuno lo chieda in quel momento: sono capacità che serviranno all’università e nel lavoro, e che a scuola si allenano poco.

(Antitesi) È vero, però, che i compiti possono aumentare le disuguaglianze. Non tutti gli studenti hanno a casa una stanza tranquilla, un computer o un genitore in grado di aiutarli. Un’analisi dell’OCSE, il PISA in Focus n. 46 del 2014, ha osservato che gli studenti socialmente svantaggiati dedicano in media meno tempo ai compiti rispetto agli altri.

(Confutazione) Questo problema, tuttavia, riguarda le condizioni in cui si svolgono i compiti, non i compiti in sé. La risposta non è eliminarli, ma offrire a tutti un luogo e un aiuto per farli, per esempio con spazi di studio pomeridiani a scuola, e assegnare attività più brevi e mirate.

(Conclusione) In conclusione, abolire i compiti significherebbe rinunciare a uno strumento utile per consolidare gli apprendimenti e sviluppare l’autonomia. La vera sfida è renderli più equi e più sensati.

Perché funziona: la tesi arriva già nell’introduzione, ogni argomento ha il suo paragrafo, l’antitesi è presentata con una fonte e la confutazione non la nega ma la ridimensiona. La conclusione riprende la tesi senza ripeterla parola per parola.

Per gli elaborati universitari la logica è la stessa, con più fonti e più rigore: lo vediamo nella nostra guida per scrivere la tesi di laurea.

Tesi, antitesi e confutazione

Il confronto con l’opinione contraria è ciò che rende un testo davvero argomentativo. Tre regole:

  1. Scelga l’antitesi più forte, non la più facile da smontare. Confutare un’obiezione debole non convince nessuno.
  2. La presenti in modo onesto, con il suo argomento migliore e, se possibile, una fonte.
  3. Confuti con una concessione: riconosca ciò che l’antitesi ha di vero (“è vero che…”, “certo…”), poi mostri perché non basta (“tuttavia…”, “ciò non toglie che…”).

L’antitesi può occupare un paragrafo a sé, seguito dalla confutazione, oppure essere integrata nello stesso paragrafo se la traccia chiede un testo breve.

Citare le fonti nel testo argomentativo

Una prova vale solo se il lettore sa da dove viene. Tre regole bastano:

  1. Annunci la fonte: autore, opera o documento, e la data se conta. “Come scrive Dante nel canto XXVI dell’Inferno…”
  2. Citi breve, tra virgolette: un frammento ben scelto pesa più di un lungo estratto. Le regole di dettaglio sono nel nostro articolo su come usare le virgolette.
  3. Commenti la citazione: almeno una frase per dire che cosa mostra e perché sostiene la sua tesi.

Esempio: Come scrive Dante nel canto XXVI dell’Inferno, “fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza”: per Ulisse la conoscenza non è un lusso, ma ciò che rende pienamente umani.

Riformulare un’idea con parole proprie non dispensa dal citarne l’autore: è tutto il senso del parafrasare senza plagiare. Le informazioni di dominio pubblico non richiedono citazione; per distinguere una fonte diretta da una indiretta, veda la guida a fonti primarie e secondarie. All’università, segua lo stile richiesto: le regole per citare correttamente mettono a confronto i principali.

Un dubbio su una citazione o una parafrasi?

Con Compilatio Studium analizza il suo documento prima di consegnarlo e individua i passaggi troppo vicini alle fonti. Resta lei a decidere: virgolette, riformulazione o riferimento.

I connettivi del testo argomentativo

I connettivi rendono visibile il ragionamento. Li scelga in base alla funzione della frase:

Connettivi del testo argomentativo per funzione: introdurre la tesi, aggiungere, spiegare, concedere, confutare, concludere
  • Introdurre la tesi: a mio parere, ritengo che, sono convinto che.
  • Aggiungere un argomento: innanzitutto, inoltre, in secondo luogo, per di più.
  • Spiegare ed esemplificare: infatti, poiché, per esempio, come dimostra.
  • Concedere: è vero che, certo, bisogna ammettere che.
  • Confutare: tuttavia, eppure, ciò non toglie che, al contrario.
  • Concludere: in conclusione, dunque, per questi motivi.

Un connettivo per funzione basta: tre “inoltre” nello stesso paragrafo segnalano spesso un elenco di idee, non un ragionamento.

Il testo argomentativo alla maturità e alla terza media

Il testo argomentativo è una delle prove scritte più frequenti della scuola italiana.

  • Maturità: nella prima prova, che dura sei ore, la tipologia B chiede l’analisi e la produzione di un testo argomentativo a partire da un brano dato; la tipologia C chiede una riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su un tema di attualità. In entrambi i casi si valutano la chiarezza della tesi, la coerenza del ragionamento e la correttezza della lingua.
  • Terza media: il testo argomentativo è una delle tracce possibili della prova scritta di italiano dell’esame di Stato del primo ciclo.

In tutti i casi, prima di scrivere rilegga la consegna: lunghezza, presenza di documenti e richiesta di un titolo cambiano da una traccia all’altra.

Errori da evitare

Prima di consegnare, verifichi che il suo testo eviti queste otto trappole:

  • Una tesi assente o nascosta: va dichiarata già nell’introduzione.
  • Due idee nello stesso paragrafo: le separi, un’idea per paragrafo.
  • Un esempio senza commento: aggiunga la frase che dice che cosa dimostra.
  • Un’affermazione senza prove: “lo sanno tutti” non è una prova.
  • Generalizzare: “tutti i giovani” diventa “molti giovani”, con dati a sostegno.
  • Un’antitesi di comodo: scelga l’obiezione più forte, non la più debole.
  • Una citazione senza fonte: autore, opera e data, altrimenti il prestito diventa un problema.
  • Una conclusione che ripete l’introduzione: riformuli e mostri che cosa il testo ha dimostrato.

Usare l’IA senza perdere la propria voce

Un assistente di intelligenza artificiale può farle risparmiare tempo nella preparazione, a patto di tenere per sé ciò che dà valore al testo: la scelta della tesi e il modo di difenderla.

Ciò che l’IA fa bene:

  • riformulare una traccia per verificare di averla capita;
  • proporre antitesi, per allenarsi a confutarle;
  • rileggere la coerenza logica di un testo già scritto.

Ciò che deve restare suo:

  • la tesi, cioè la sua posizione sul tema;
  • gli esempi e le fonti, da verificare ogni volta, perché un’IA può inventare un riferimento o una data;
  • la stesura finale, con le sue parole.

Se la consegna lo consente, dichiari come ha usato lo strumento. Ne parliamo nell’articolo ChatGPT fa plagio?. E se un suo testo viene segnalato da un rilevatore de IA, ecco che cosa fare quando un testo viene rilevato come IA.

Consegni un lavoro che le somiglia

Compilatio Studium individua i passaggi vicini a fonti esistenti e quelli che potrebbero essere stati generati dall’IA. Sa esattamente che cosa rileggere prima di consegnare.

Domande frequenti sul testo argomentativo

Quanto deve essere lungo un testo argomentativo?

Non esiste una lunghezza ufficiale: dipende dalla traccia e dal livello. L’importante è che la tesi sia sostenuta da almeno due argomenti sviluppati e che l’antitesi sia confutata.

Quanti argomenti servono?

In genere due o tre, ciascuno nel proprio paragrafo. Meglio due argomenti ben spiegati e documentati che cinque appena accennati.

Si può usare la prima persona?

Sì, soprattutto per dichiarare la tesi (“a mio parere”, “ritengo che”). Nel resto del testo è preferibile uno stile più impersonale, che dà maggiore oggettività agli argomenti.

Che differenza c'è tra testo argomentativo ed espositivo?

Il testo espositivo informa senza prendere posizione; il testo argomentativo difende una tesi e cerca di convincere. Il testo espositivo-argomentativo unisce le due cose.

Come si inizia un testo argomentativo?

Presentando subito il problema e arrivando alla tesi in poche righe. Eviti gli esordi generici come “Fin dall’antichità…”, che ritardano la risposta senza dimostrare nulla.

Come si conclude un testo argomentativo?

Riprendendo la tesi alla luce degli argomenti, senza ripetere l’introduzione parola per parola. Se utile, apra una prospettiva: una proposta, una domanda, un’evoluzione possibile.

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Jérémy STERN

Ogni giorno lavoro su come i contenuti vengono creati, rilevati e cercati online. Sul blog di Compilatio condivido la mia competenza su plagio, integrità accademica e IA generativa.

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