Che cos’è il diritto d’autore?

Il diritto d’autore è l’istituto giuridico che ha come obiettivo il riconoscimento di una serie di diritti, di carattere morale e patrimoniale.

– Il diritto morale significa che l’autore di un’opera non può in nessun caso rinunciare a questo diritto. Egli può scegliere se diffondere o meno la sua opera, con o senza modifiche. Questo diritto di proprietà può essere esercitato esclusivamente da una persona fisica o giuridica (tranne nei casi di comproprietà, proprietà indivisa o possesso in comune).

– Il diritto patrimoniale protegge l’autore fino a 70 anni dopo la sua morte, specificamente tutela la riproduzione e la rappresentazione della sua opera.

Il diritto d’autore che riguarda le opere dell’ingegno umano (scritti, foto, partiture, software…) conferisce all’autore stesso un diritto esclusivo di proprietà della sua creazione, sia in termini di diritti morali (la divulgazione, ad esempio) che patrimoniali (diritto di sfruttamento dell’opera: rappresentazione, riproduzione o adattamento). Se il diritto d’autore si esercita dal momento della creazione di un’opera, la protezione che quest’ultimo fornisce presuppone di provarne l’esistenza” (https://eur-lex.europa.eu/homepage.html).

Università Ca’Foscari Venezia “Riservatezza e Proprietà Intellettuale”  :

Propriété intellectuelle IT

 

Secondo l’articolo 112-2 del Codice della Proprietà Intellettuale[1], il diritto d’autore interessa:

– le opere scritte: letterarie, artistiche e scientifiche, comprese le traduzioni originali.

– le opere orali: conferenze, interventi, discorsi, prediche e interviste.

– le opere teatrali o coreografiche, le esibizioni circensi

– le creazioni sonore: opere musicali, grafiche e plastiche

– l’arte dell’immagine: le fotografie, le opere cinematografiche e audiovisive.

– i disegni (pittura, architettura, scultura, incisione, litografia)

– le creazioni d’arte applicata, come ad esempio le creazioni della moda

– le illustrazioni, le carte geografiche, le piante, gli schizzi e le opere plastiche relative alla geografia, alla topografia, all’architettura ed alla scienza.

– i prodotti software.

– i diritti connessi riguardanti gli artisti-interpreti, i produttori di videogrammi e fonogrammi, le società di comunicazione audiovisiva.

[1] Il diritto d’autore italiano è disciplianto dalla legge n°633 del 22 aprile 1941 e dal Titolo IX del Libro Quinto del codice civile italiano.

Che cos’è la nuova riforma europea?

L'Europe et son drapeau

Ci sono voluti tre anni di dibattito affinché la riforma europea del diritto d’autore fosse adottata dal Parlamento europeo il 26 marzo 2019. L’obiettivo è quello di remunerare gli artisti e la stampa per la distribuzione delle loro opere sulle piattaforme Internet.

La nuova riforma ha creato un diritto specifico per gli editori di giornali: un diritto connesso al diritto d’autore.  In questo modo i giornalisti dovrebbero essere meglio protetti e retribuiti per gli articoli pubblicati sul web.

Che cosa cambia?

Le grandi piattaforme come Facebook o Google devono adattarsi. Infatti, l’articolo 13 stabilisce che queste società sono ormai responsabili dei contenuti diffusi tramite le loro piattaforme. Esse devono garantire che il diritto d’autore sia applicato – ciò significa che ora il consenso esplicito dell’autore è necessario per diffondere la sua opera. Ad esempio, se desiderate caricare un video su YouTube senza il consenso dell’autore, quest’ultimo può intraprendere azioni legali contro di voi, ma anche contro YouTube.

Le piattaforme sono ora considerate responsabili in caso di plagio. Sono in fase di implementazione delle procedure per filtrare i contenuti quando vengono messi online. Ma questi filtri suscitano diverse domande… Per esempio, le citazioni e le caricature sono legali, ma potranno superare questi filtri? Esiste un modo affidabile per impostare un’autenticazione sistematica dell’autore o del diffusore?

Alcuni attendevano questa riforma con ansia, ma altri sono piuttosto inquieti a causa di quest’ultima:

newspaper

Nel 2014 un progetto simile è stato approvato in Spagna ed ha causato la chiusura totale di Google News nel paese. Inoltre, secondo il giurista Cyrille Dalmont  e lo storico Jean-Thomas Lesueur – che sono recentemente intervenuti in occasione di un articolo pubblicato da Le Monde – questa riforma potrebbe spingere i giganti d’Internet (Google, Amazon, Apple, Facebook) ad affrettare lo sviluppo dei propri media e a fare a meno dei media tradizionali e dei loro contenuti”. (Traduzione estratta dall’articolo “L’Europe adopte la réforme du droit d’auteur, concrètement ça va changer quoi? – L’Europa adotta la riforma del diritto d’autore, concretamente che cosa cambia?” Tratta dal sito journaldugeek.com).

YouTube accusa il colpo e confessa di non sapere come far rispettare la legge senza affondare l’azienda stessa

PDG YouTube

Susan Wojcicki, CEO di YouTube ha dichiarato che è impossibile per una piattaforma come YouTube rispettare i regolamenti suggeriti. Inoltre, ha affermato che YouTube non possiede le capacità tecniche o finanziarie per applicare il tipo di restrizioni connesse al diritto d’autore che l’Unione Europea vuole.
Susan Wojcicki ha detto
«L’approccio del parlamento è irrealistico in molti casi, poiché i titolari dei diritti d’autore spesso non sono d’accordo su chi detiene quali diritti. Se i proprietari non sono d’accordo fra loro, allora è impossibile aspettarsi che le piattaforme aperte che ospitano questi contenuti prendano le giuste decisioni sui diritti».

Per spiegarsi meglio ha preso l’esempio di «Despacito», il video più visto su YouTube. Questo video contiene al suo interno diversi diritti d’autore, che vanno dalla registrazione sonora ai diritti di pubblicazione. Sebbene YouTube abbia stipulato vari accordi con diverse entità per ottenere la licenza e per il pagamento del video, alcuni titolari di diritti rimangono sconosciuti. Questa incertezza significa che potremmo essere obbligati a bloccare i video di questo tipo per evitare qualsiasi responsabilità ai sensi dell’articolo 13,. Moltiplicate questo rischio per le dimensioni di YouTube, dove ogni minuto vengono caricate più di 400 ore di video: la potenziale responsabilità potrebbe essere così grande che nessuna azienda si sentirebbe in grado di assumere un rischio finanziario simile” (Traduzione dall’articolo “L’article 13 est presque terminé et va changer l’Internet tel que nous le connaissons” – “L’articolo 13 è quasi terminato e cambierà Internet come la conosciamo” –  tratto dal sito développez.com).

 

Non tutte le imprese sono interessate dalla riforma. Sono escluse dalla riforma le imprese che hanno meno di tre anni di esistenza o un fatturato inferiore ai dieci milioni di euro o ancora meno di cinque milioni di utenti mensili. Anche i progetti senza scopo di lucro sono esenti.

La nuova riforma europea ha come obiettivo quello di conferire agli autori maggiori diritti ed una protezione maggiore dalle principali piattaforme.

Gli stati membri hanno due anni per integrare la riforma europea alle leggi nazionali, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

PER APPROFONDIRE:

Domande frequenti sul diritto d’autore, EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale

Copyright, cosa dice la direttiva approvata dal Parlamento UE: tutto quello che c’è da sapere , il Corriere.it

Perchè la direttiva UE sul copyright potrebbe significare la morte di Internet come lo conosciamo, tpi.it