
Da giorni ormai il caso Guttenberg anima le testate giornalistiche di tutta Europa. Un giovane e promettente ministro della difesa amato sia dai tedeschi sia dalla cancelliera si trova ora obbligato a dover abbandonare quel tanto rinomato titolo di dottore (in Germania assegnato con molta più parsimonia che in Italia) e a dimettersi dalle sue funzioni di ministro.
Nella sua tesi di dottorato, infatti, sono stati ritrovati interi paragrafi copiati da articoli, conferenze, libri ed interventi senza nessuna citazione o segnalazione bibliografica.
Il copia-incolla nelle tesi di laurea sta diventando un vero e proprio problema nel sistema universitario italiano.
Ogni professore ha un po’ la sua cura personale al problema del plagio: chi fa lunghe richerche su Internet per avere una prova inconfutabile dell’appropriazione indebita, chi drasticamente ha eliminato le tesine al terzo anno, chi il problema preferisce ignorarlo...
In Europa ormai tutte le Università si dotano di software di detezione delle similitudini, mentre il Italia non esiste che qualche rara eccezione, delle Università più all’avanguardia e sensibili al problema: Firenze, Milano, Urbino.
Ma come ben si sa, meglio prevenire che curare! E cosi’, ci si rende conto che spesso gli studenti non hanno mai ricevuto una formazione metodologica che insegni loro a citare correttemente un autore, che sottolinei l’importanza di una bibliografia completa e ben fatta, che metta l’accento sul diritto d’autore.
Chi non è stato mai tentato di ricopiare parola per parola almeno un paragrafo di un testo trovato su Internet, soprattutto quando il tempo stringe e la data di consegna di un lavoro si avvicina ?
Oggi, il 97% degli studenti utilizza Internet come principale fonte per le loro ricerche, con la conseguenza che 4 su 5 ammettono di attingere da questa libera risorsa per prestiti spesso senza autorizzazione.
Nella maggiorparte dei casi, gli studenti non sono nemmeno coscienti della gravità di un atto ormai così comune, com’è diventato il copia-incolla. Il 51% dichiara di non considerare il copia-incolla come un’azione da condannare.
Dal canto loro i professori non sempre hanno voglia di punire il plagio: lentezza amministrativa, perdita di tempo, il 20% dichiara di chiudere spesso e volentieri gli occhi di fronte a casi palesi di copia-incolla.
Per poter quindi risolvere il problema alla fonte ed aiutare a prevenire il fenomeno del copia-incolla nelle tesi di laurea, Compilatio.net, la società editrice del software di detezione delle similitudini da internet, ha appena ideato una nuova soluzione: Studium.
Compilatio Studium è uno strumento di auto-valutazione che permetterà agli studenti di esser sicuri di consegnare un lavoro finale di qualità e nel rispetto del diritto d’autore.
Prevenire il plagio prima del consolidamento di brutte abitudini: ecco la missione di Studium. Il servizio è semplice: ogni studente avrà a disposizione un account, nel quale potrà effettuare le analisi dei suoi lavori prima di consegnarli al professore. Studium troverà le fonti e lo studente potrà quindi completare la propria bibliografia con le fonti che aveva involotariamente dimenticato di citare.
« E’ un po’ come se si chiedesse agli studenti di guidare in autostrada senza conoscere i limiti di velocità: è molto probabile che riceveranno una multa per eccesso di velocità! » sottolinea Fréderic Agnès, direttore di Compilatio.net. « Studium è come un contachilometri: sta agli studenti di servirsene e responsabilizzarsi !».
Studium conta già più di 600 studenti tra i suoi utenti.Per proteggersi meglio contro gli imbrogli e le tesi copia-incolla in tutt’Europa (e non solo) si sta diffondendo l’uso di softwares capaci di indiviaduare le similitudini tra un documento e le fonti liberamente accessibili da Internet.
UNA DIFFICOLTA’ DA PARTE DEGLI STUDENTI A SELEZIONARE L’INFORMAZIONE
Ogni anno, i professionisti dell’insegnamento lo sanno : in periodi di esami o di consegna delle tesi di laurea i casi di plagio aumentano. Le cause possono ritrovarsi nello stress, nell’aumento del lavoro a pochi giorni dalla data limite di consegna della tesi o semplicmente dalla facilità che rappresenta un copia-incolla.
Se l’utilizzo di internet permette agli studenti della nuova generazione di documentarsi facilmente senza doversi spostare, senza orari e a costo zero, è altrettanto vero che facilita la pratica del « copia-incolla ». Cosi’ spesso gli studenti cedono alla tentazione di riportare tali e quali le informazioni trovate sul web con un semplice Ctrl-C/Ctrl-V.
LA REALTA DEL FENOMENO DEL PLAGIO
Secondo uno studio su 1200 studenti e insegnanti, 3 studenti su 4 dichiarano di aver ricorso al copia-incolla. Inoltre, il 51% non crede che imbrogliare sia un reato. I docenti a volte si trovano rassegnati di fronte a questa tendenza dilagante:il 20 % sostiene di chiudere un occhio di fronte a palesi casi di plagio.
IN ITALIA QUALCOSA SI MUOVE...
In tutt’Europa, Canada, Stati Uniti e anche Tunisia, Alegria e Marocco i software di rilevamento delle similitudini da Internet sono ormai presenti nell’insegnamento superiore. Anche in Italia la situazione sta rapidamente cambiando. L’Università degli studi di Milano (Facoltà di Economia) e l’Università degli studi di Firenze (Facoltà di scienze Politiche) sono state le prima a dotarsi di tali sistemi di lotta al plagio, seguite a ruota dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e dalla IULM di Milano.
Il fenomeno sempre più diffuso del copia incolla nelle tesi di laurea comporta una riflessione sull’attuale sistema universitario italiano: forse occorrerebbe privilegiare la qualità con tesi più corte, ma originali?
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