26 04 2010

Notiziario Università di Firenze

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Fecha: 26 Avril 2010
: Notiziario Università di Firenze
Artículo Un software per combattere il fenomeno del plagio
Autor (es) Brunella Casalini

Nelle università inglesi e americane la lotta anti-plagio è considerata, ormai da tempo, parte integrante della politica di costruzione del marchio di serietà e qualità di un Ateneo: quando uno studente viene scoperto colpevole di plagio la punizione è severa e contempla pene che vanno dalla sospensione  all'espulsione. Sui siti di molte università ci sono pagine dedicate a spiegare in cosa consista il plagio, come si può combattere e perché esso rappresenta un problema serio.

In Italia, in base alla legge 475/1925 ancora in vigore, copiando o plagiando in tutto o in parte il lavoro di altri si commette un reato che costringe coloro che lo scoprono all'obbligo di denuncia. La consapevolezza della gravità del fenomeno, tuttavia, non è sufficientemente diffusa e manca una specifica politica di prevenzione.

Nella fase di preparazione della tesi il laureando, in genere, viene istruito dal proprio relatore sull'importanza di un uso corretto delle fonti, sul significato delle citazioni, sulla differenza tra citazione e parafrasi, sull'importanza delle note come strumento di riconoscimento dei propri debiti intellettuali. L'ampio numero di tesi discusse ogni anno rende tuttavia spesso complicato un controllo sistematico e un'opera di prevenzione affidata alla sola attenta supervisione del relatore. "Cercare le prove" di un'appropriazione illecita di opere intellettuali altrui da parte di un laureando che si sta seguendo è un'operazione delicata (non fa piacere a nessuno sospettare dell'onestà altrui - tantomeno ad un docente nei confronti di un proprio studente), che richiede tempo.

L'uso di un software dedicato non elimina tutta la fatica del relatore, che dovrà comunque cercare di avere una sufficiente conoscenza della bibliografia utilizzata dal proprio laureando, ma certamente può essere un utile strumento a disposizione dei docenti nella fase di supervisione qualora si tratti di eliminare il sospetto di copiature da fonti presenti in rete - oggi, per altro, sempre più numerose. 

Da circa sei mesi, per iniziativa di una Commissione che ha redatto una proposta di nuove norme per la tesi di laurea, e con il consenso unanime del corpo docente, la Facoltà di Scienze Politiche (dove si arriva a discutere ogni anno circa 700 tesi) ha deciso di avvalersi di un software anti-plagio: Compilatio.net, prodotto dalla società francese Six-Degrés (Chambery - Savoia). Si tratta di un programma informatico che - alla stregua di altri prodotti simili oggi esistenti sul mercato - come Turnitin.com utilizzato soprattutto nelle università anglofone - consente di analizzare documenti in formato elettronico per verificare l'eventuale esistenza di copiature da lavori altrui disponibili in rete o presenti nell'archivio della stessa società.

La scelta di utilizzare questo software è nata, in primo luogo, dalla presa d'atto dell'esistenza di un problema plagio e dalla difficoltà di scoraggiare la tentazione sempre più forte da parte dello studente di ricorrere alle vie brevi del cut and paste del materiale facilmente reperibile sul web.

Comprendere l'esistenza e le dimensioni del problema monitorandolo costantemente speriamo ci aiuti ad essere più convincenti con i nostri studenti: 1) sul ruolo formativo della tesi e 2) sul significato del rispetto delle regole più basilari della correttezza scientifica, quali le corrette citazioni delle fonti, al quale si lega il valore più profondo del rispetto del diritto di proprietà intellettuale. Riteniamo sia necessario rendere consapevole il corpo studentesco della gravità del furto della proprietà intellettuale e dell'importanza di percorrere in modo onesto tutte le fasi del processo formativo, dagli esami fino alla tesi: deve essere chiaro che barando agli esami e nella presentazione dell'elaborato finale lo studente compie un danno sia verso sé stesso, non arrivando ad avere la preparazione adeguata agli obiettivi che desidera raggiungere nel lavoro, sia  verso la società  che ha delle aspettative legittime sul fatto che dalle università pubbliche escano giovani preparati in grado di dare un contributo alla crescita culturale, economica e politica del paese.

 

 

 

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